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Via Cavour | ![]() |
![]() Questa è una via legata alla storia di Melegnano, vi sono ancora i ricordi lontani, nelle mura o nei cortili o nei documenti della Casa delle Scuole, dell'antica Gendarmeria, del castellazzo, di una fabbrica di cuoio per l'armata spagnola e soprattutto del Ponte di Milano che sorgeva precisamente all'inizio della via, in corrispondenza dell'attuale via Vittorio Veneto. ![]() Vecchi cortili scandivano la vita quotidiana della gente: corte dei Balossi, corte del Cicin, el Palasson, corte del Pol, corte del grapatt, corte del Gigin, a cui si deve aggiungere il grande cortile affiancato al Ricovero dei Vecchi. Alcune Osterie trovavano posto in quest'area: osteria del gatto nel 1500, osteria della luna nel 1600, e più recentemente: osteria della primavera, della fiocca, del belvedere. In questa via abitarono: Carlo Caraccioli, che fu superiore generale dei Carmilitani e poi vescovo di Bobbio; il canonico Securi, l'olimpionico Francesco Bianchi, l'architetto Gianluigi Sala, benemerito della cultura, Dante Mombelli attivo nelle opere sociali e presidente del Corpo Musicale san Giuseppe, Maria Biglia Gandini scrittrice, poetessa e medaglia d'oro del Comune di Melegnano, Agostino Reati professore di musica. Camillo Benso conte di Cavour nasce e muore a Torino (1810-1861). Uomo politico piemontese, fondatore della rivista “Il Risorgimento”, propugnatore della guerra ad oltranza contro l’Austria. Più volte ministro, si affermò come capo della Destra liberal-moderata e divenne presidente del Consiglio mediante un accordo con i partiti del centrosinistra di Urbano Rattazzi. Attuò ambiziosi programmi di ammodernamento interno, mirando sempre ad una soluzione non repubblicana del problema Italia, che seppe imporre all’attenzione europea dimostrando penetrazione politica ed audacia da grande diplomatico. |
tel. 02 9837517 Melegnano Via Castellini, 27 |